ZTL e stadio: due note dolenti a Pescara

Un regolamento per la Zona a Traffico Limitato restrittivo e confusionario, uno Stadio Adriatico che dopo tre anni torna a discriminare le persone con disabilità in carrozzina: sono questi i principali due fronti su cui è attualmente impegnata a Pescara l’Associazione Carrozzine Determinate, che chiede la modifica di quel regolamento e una soluzione per l’accesso allo stadio, per non dover tornare a protestare in piazza, come già accadde nel 2012

Agosto 2012: protesta delle persone con disabilità davanti allo Stadio Adriatico di Pescara

Agosto 2012: la protesta delle persone con disabilità davanti allo Stadio Adriatico di Pescara

Innanzitutto la ZTL (Zona a Traffico Limitato), di cui si contesta il restrittivo regolamento, ma anche uno stadio che torna a discriminare le persone con disabilità: sono questi i principali due fronti su cui è attualmente impegnata a Pescara l’Associazione Carrozzine Determinate Abruzzo.
«Il regolamento adottato dal Comune di Pescara per accedere alla ZTL – dichiara infatti in una nota Claudio Ferrante, presidente dell’Associazione – rende estremamente difficile la vita alle persone con disabilità, poiché le autorizzazioni per i pass, dovute per legge alle persone titolari del contrassegno invalidi, sono molto restrittive e confusionarie. È previsto infatti che i disabili residenti nella zona del divieto possano avere due autorizzazioni definitive, mentre chi abita fuori dalla ZTL una soltanto. In pratica, si dà la possibilità di autorizzare una sola auto o al massimo due, se residenti nella zona, senza comprendere che una persona con disabilità non sempre ha la stessa auto o lo stesso accompagnatore a disposizione. Questo significa che se quella persona entrerà nella ZTL con un auto diversa da quella registrata, dovrà chiamare il numero verde, mandare un’email e allegare tutta la documentazione necessaria, accertandosi che la mail sia arrivata e che l’autorizzazione sia stata accettata o, peggio, dovendosi recare presso il Comando di Polizia municipale per farsi autorizzare».
«Per ovviare a tutto questo – sottolinea ancora Ferranti – le maggiori città italiane hanno autorizzato un minimo di tre targhe, altre addirittura cinque. L’incomprensibile criterio adottato invece a Pescara sta creando parecchia confusione anche presso il Comando di Polizia Municipale, che è costretto a una mole di lavoro non indifferente». «Per questo – conclude – chiediamo immediatamente di modificare il regolamento, per garantire un migliore e sereno diritto alla mobilità delle persone con disabilità».

C’è poi anche lo Stadio Adriatico – che ospita quest’anno le partite della Serie B giocate dal Pescara Calcio – a creare altri problemi e non è nemmeno un fatto inedito. Già nell’estate del 2012, infatti, come avevamo riferito a suo tempo, numerose persone in carrozzina avevano protestato, dopo che il Comune aveva stabilito di fare accedere allo stadio, per tutta la stagione, solo venticinque persone con disabilità, insieme ai loro accompagnatori, in uno spazio, tra l’altro, del tutto inadeguato (Tribuna Maiella). E questo perché, aveva denunciato all’epoca Ferrante, «l’impianto era stato ristrutturato nel 2009, in vista dei Giochi del Mediterraneo, con un costo per la collettività di circa 10 milioni di euro, senza però prevedere posti per carrozzine e quindi non rispettando le leggi».
In quell’occasione, solo la disponibilità del Pescara Calcio – che aveva fatto costruire a proprie spese una tribunetta dotata di rampa per le carrozzine – aveva risolto la situazione, «e a seguito delle tante proteste – ricorda il Presidente delle Carrozzine Determinate – le Istituzioni, con la mediazione del Questore, avevano deciso che sin dal 2012 i posti per le carrozzine e i loro accompagnatori sarebbero stati più di cento (come del resto prevede la legge, per uno stadio come l’Adriatico), con la promessa anche che i lavori provvisori pagati dal Pescara Calcio sarebbero diventati definitivi».
«Ebbene – è la denuncia di Ferrante – oggi al danno si aggiunge anche la beffa! Il Sindaco di Pescara, infatti, ha emanato un’Ordinanza che torna a fissare a un massimo di venticinque il numero di persone in carrozzina che possono assistere alle partite nella Tribuna Maiella, mentre altri ottantaquattro dovrebbero farlo in una zona senza copertura (corridoio della Tribuna Adriatica), ove le vetrate e i pannelli pubblicitari oscurano quasi totalmente la visuale. Una soluzione, questa, che nel 2012 sia la Questura che il Comune e il Pescara Calcio avevano bocciato».
«A distanza di tre anni – conclude dunque Ferrante – il bilancio finale è il seguente: l’Adriatico è stato ristrutturato senza rispettare le leggi, non è mai stato realizzato il progetto promesso per rendere definitivo un settore per le persone con disabilità, con tutti i crismi della sicurezza, e oggi solo venticinque “fortunati” potranno assistere alle partite. Sarà di nuovo necessario andare a “incatenarsi” davanti allo stadio?». (S.B.)

Per ulteriori informazioni e approfondimenti: info@carrozzinedeterminate.it.

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