Diritti

Far conoscere e fare applicare sempre di più la Convenzione ONU

Un'elaborazione grafica dedicata alla Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, che dal 2009 è Legge dello Stato Italiano

Associazioni, Disability Manager, Enti di vario tipo: è vario l’elenco dei partecipanti al convegno organizzato per il 16 novembre a Torino dall’APRI (Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti), intitolato “La Convenzione ONU per i Diritti delle Persone con Disabilità. Analisi, buone prassi applicate, prospettive a 10 anni dalla ratifica in Italia”. «Abbiamo fatto un grande sforzo organizzativo – spiega Marco Bongi, presidente dell’APRI stessa -, con la speranza che la Convenzione ONU non resti solo un elenco di belle parole sulla carta, ma possa essere messa in pratica sempre di più»

Verso la Legge di Bilancio: le prime istanze della FISH

Verso la Legge di Bilancio: le prime istanze della FISH

Maggiore sostegno alla vita indipendente e al “Dopo di Noi”, più risorse al Fondo per la Non Autosufficienza, criteri più favorevoli per le lavoratrici che svolgono attività di caregiver familiari, nell’àmbito della cosiddetta “Opzione Donna”, detrazioni e incentivi per la rimozione o il superamento delle barriere nelle abitazioni private: sono solo le prime istanze avanzate dalla FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), verso l’approvazione della Legge di Bilancio per il 2020, rispetto alla quale la Federazione stessa chiede «un deciso cambio di passo sulla disabilità»

La FISH Friuli Venezia Giulia chiede l’Osservatorio Regionale

La FISH Friuli Venezia Giulia chiede l’Osservatorio Regionale

Tra gli altri temi affrontati dalla FISH Friuli Venezia Giulia (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) – ricevuta in audizione dalle proprie Istituzioni Regionali, insieme ad altre organizzazioni, per esprimere una serie di osservazioni sul Disegno di Legge volto a riformare la pianificazione e la programmazione sanitaria e sociosanitaria della Regione – è stata anche evidenziata la necessità non più procrastinabile di costituire l’Osservatorio Regionale sul monitoraggio della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità

Nuovi strumenti di tutela per cittadini con disabilità e caregiver

Un'immagine elaborata dall'ANJMIC per il proprio XIII Congresso Nazionale

«Mettere al centro dell’agenda politica e sociale i problemi che riguardano le persone con disabilità è ormai improcrastinabile. Le persone in condizione di disabilità in Italia rappresentano infatti il 7% della popolazione e pertanto i temi che li riguardano e che coinvolgono i loro caregiver sono molteplici»: così Nazaro Pagano, presidente nazionale dell’ANMIC, introduce il XIII Congresso Nazionale della propria organizzazione, intitolato “Dalla parte dei disabili. Nuovi strumenti di tutela per cittadini con disabilità e caregiver”, in programma a Roma dal 14 al 16 novembre

Disabilità intellettive e diritti delle persone con autonomie limitate o nulle

Una ragazza con disabilità intellettiva insieme alla madre

Parla da sé il titolo del convegno in programma per domani, 8 novembre, a Pianezza, in provincia di Torino (“Disabilità intellettiva e/o autismo. Le esigenze e i diritti delle persone con autonomie molto limitate o nulle. Il ruolo delle Istituzioni per garantire i servizi sanitari e socio-sanitari territoriali”), che presentando i buoni risultati ottenuti nel territorio di riferimento, vuole anche essere uno stimolo da cui partire, per rafforzare i servizi sanitari e socio-sanitari in tutto il Piemonte, nel rispetto dei diritti delle persone di cui si parla e delle loro famiglie

Tante firme per evitare di tornare ai vecchi istituti

Tante firme per evitare di tornare ai vecchi istituti

Consegnate al presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli le prime 580 firme a sostegno della petizione promossa dal Gruppo Solidarietà e da altre organizzazioni con cui si chiede di modificare le proposte della Giunta sui nuovi requisiti di autorizzazione delle strutture sociosanitarie, proposte che interessano circa 12.500 cittadini tra cui persone con disabilità, anziani non autosufficienti, persone con disturbi psichiatrici, minori e persone con demenza. Si tratta di una battaglia volta ad evitare quello che viene definito come «il ritorno, di fatto, al modello dei vecchi istituti»

L’amministrazione di sostegno per un reale progetto di vita della persona

Un'amministratrice di sostegno insieme alla persona con disabilità tutelata

Si susseguono, in questi giorni, gli appuntamenti centrati sull’istituto dell’amministrazione di sostegno, introdotto quindici anni fa dalla Legge 6/04, in particolare allo scopo di analizzare sia le luci che le ombre nell’interpretazione e nell’applicazione di quella norma, insieme alle nuove possibili frontiere applicative. Oltre infatti all’incontro pubblico di Vicenza del 9 novembre, già segnalato dal nostro giornale, sono in programma altri due importanti convegni sul tema, rispettivamente domani, 6 novembre, a Verona e dopodomani, 7 novembre, a Milano

Servirà un “aggiustamento” alla Legge sull’amministratore di sostegno?

Servirà un “aggiustamento” alla Legge sull’amministratore di sostegno?

«Quindici anni dopo la Legge 6/04, che ha introdotto in Italia l’istituto dell’amministratore di sostegno, i princìpi che l’hanno ispirata e le finalità di essa sono realmente diventati pratica concreta dei soggetti cui è demandata l’applicazione? Sono stati conseguiti gli obiettivi voluti? Oppure serviranno nuovi appropriati interventi, per adeguare la pratica ai princìpi?». Ruoterà attorno a tali quesiti l’incontro pubblico del 9 novembre a Vicenza, promosso dalla componente locale della FISH Veneto, cui parteciperà anche Paolo Cendon, ritenuto a buona ragione il “padre” della Legge 6/04

Bandire la segregazione, dare concretezza all’inclusione sociale

Bandire la segregazione, dare concretezza all’inclusione sociale

Con una lettera aperta indirizzata al presidente del Consiglio Conte, la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) intende rilanciare il confronto attorno alle future politiche per la disabilità e agli aspetti organizzativi e funzionali necessari alla loro realizzazione. «Lo slogan stesso scelto per questo nostro documento – sottolineano dalla Federazione – che è “Bandire la segregazione e dare concretezza all’inclusione sociale”, assume un significato estremamente pregnante»

Tante criticità per gli interventi rivolti alle persone con disabilità

«Auspichiamo che quanto richiesto entri a far parte della programmazione regionale già a partire dal 2020. Esprimiamo altresì una forte preoccupazione, in caso di una non tempestiva risposta alle criticità riscontrate»: lo dichiarano le rappresentanze della Lombardia di ANFFAS, ACI Welfare e UNEBA, dopo un loro incontro presso la sede dell’Assessorato alle Politiche Sociali, alla Casa e alla Disabilità della Regione Lombardia, durante il quale hanno esposto i complessi e urgenti problemi che affliggono l’intero settore delle politiche e degli interventi rivolti alle persone con disabilità

Ai Comuni della Lombardia: evitiamo di dover tornare alle azioni legali!

«I Comuni e le Aziende Socio Sanitarie Territoriali devono garantire alle persone con disabilità il diritto alla presa in carico e alla costruzione di un progetto per la vita indipendente. Tutte le risorse disponibili (pubbliche e private, personali, sociali e familiari) vanno utilizzate per raggiungere gli obiettivi indicati nel progetto individuale e le richieste di compartecipazione alla spesa per i servizi devono essere ragionevoli»: lo ha scritto la Federazione LEDHA in una lettera inviata a tutti i Sindaci lombardi, «per evitare di dovere ancora una volta ricorrere ai Tribunali»

Disabilità: una guida in quattro volumi su servizi, contributi, fisco e lavoro

Far conoscere alle persone con disabilità e ai loro familiari i servizi e le opportunità messi a loro disposizione dai diversi settori della Pubblica Amministrazione: punta a questo la guida in quattro volumi “Interventi a favore delle persone con disabilità”, frutto di una collaborazione tra la Regione Emilia-Romagna, l’Agenzia delle Entrate, l’INPS e l’INAIL. Scaricabile gratuitamente nel web, la pubblicazione informa su tutto ciò che c’è da sapere rispetto ai servizi, ai contributi, al fisco e al lavoro, rivolgendosi anche alle aziende che assumono lavoratori in situazione di svantaggio

Tre anni dopo la Legge sul “Durante e Dopo di Noi”

Meglio nota come “Legge sul Dopo di Noi” o sul “Durante e Dopo di Noi”, la Legge 112/16 è nata per garantire alle persone con disabilità che perdono il sostegno e l’assistenza della famiglia una vita dignitosa, evitando loro la segregazione e lo sradicamento dal contesto sociale e familiare. Ma quali sono i reali frutti di tale norma tre anni dopo la sua approvazione? Se ne parlerà il 26 ottobre a San Vito Romano (Roma), insieme alla stessa relatrice di quella Legge, la senatrice Annamaria Parente, durante il convegno “Durante e Dopo di Noi. Diritti per le persone con disabilità”

Una lettera alla Commissione Europea per garantire i diritti (e finanziamenti)

«Le organizzazioni della Società Civile dovrebbero partecipare a un dialogo regolare e strutturato con le istituzioni dell’Unione Europea su tutte le politiche. E in particolare con l’avvio della nuova Commissione, dovrebbero diventare un partner fondamentale per individuare le violazioni, promuovere la democrazia e i diritti fondamentali»: lo ha scritto il Coordinamento Civil Society Europe – di cui fa parte anche il Forum Europeo sulla Disabilità – alla Commissaria Europea Jourová, in una lettera che anche le organizzazioni nazionali di persone con disabilità possono sottoscrivere

Perché in Sicilia i “mezzi solidali” continuano a pagare il bollo auto?

«Forse sarebbe giunto il momento che le autorità preposte si chiedessero se sia davvero il caso di continuare a tassare soggetti che svolgono un servizio in favore della comunità il più delle volte gratuitamente»: lo dicono dall’ANFFAS di Modica (Ragusa), sottolineando che «in Sicilia sono tenuti al pagamento del bollo auto anche soggetti “risparmiati” in quasi tutte le altre Regioni della Penisola, in ragione della particolare attività svolta, come le ONLUS o le Associazioni non profit in genere»

Apprezzabile apertura della Regione Emilia Romagna sugli ausili

Dopo due incontri tra le componenti dell’Emilia Romagna delle Federazioni FAND e FISH, i funzionari dell’Assessorato Regionale alla Sanità e quelli della centrale d’acquisto INTERCENT-ER, le stesse FAND e FISH esprimono «apprezzamento per le significative aperture registrate», riferendo che «la Regione ha assicurato che gli ausili per i quali necessita un forte grado di personalizzazione non costituiranno oggetto di gara, mentre le nostre Federazioni potranno presentare osservazioni per iscritto a seguito di invio di documenti da parte della Regione riguardanti gli ausili da mettere a gara»

Al momento non c’è né il Ministero né quanto avevamo richiesto

«La nostra posizione è ben più articolata», dichiara il presidente della FISH Vincenzo Falabella, replicando a quanto affermato ieri da Matteo Renzi, durante il confronto televisivo di Raiuno («in questo Governo il Ministero per le Disabilità non è presente perché le Associazioni erano contrarie»). «In realtà – prosegue Falabella – avevamo chiesto a Giuseppe Conte, presidente del Consiglio incaricato, una struttura solida, incardinata nelle più elevate competenze istituzionali, con deleghe chiare e adeguate risorse. Al momento, tuttavia, non c’è né il Ministero né quanto avevamo richiesto»

L’assegno unico, la dote unica e le famiglie con disabilità

Nel corso di un’Audizione presso la XII Commissione della Camera (“Affari Sociali”), la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), allo scopo di arrivare a un migliore e più equo impatto sulle persone con disabilità e sulle loro famiglie, ha richiesto alcuni miglioramenti sul testo di una Proposta di Legge attualmente in discussione, che prevede di affidare al Governo una delega per riordinare e potenziare le misure a sostegno dei figli a carico attraverso gli strumenti dell’assegno unico e della dote unica per i servizi

Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi!

«Siamo “ricchi”, ma non sappiamo come spendere i soldi: è questo il paradosso della Sicilia in materia di disabilità e non solo!»: a denunciarlo è il presidente dell’Associazione ANFFAS Sicilia Giuseppe “Pippo” Giardina, che spiega come, ad esempio, ad oggi siano stati assegnati ai 55 Distretti Siciliani, in materia di disabilità, circa 120 milioni di euro, che però non sono stati spesi. E di questi, in particolare, 15 milioni sono stati assegnati dal 2016 per il cosiddetto “Dopo di Noi”, che se però non verranno spesi entro dicembre, saranno persi definitivamente