Diritti

Non più persone con disabilità “confinate” nelle strutture residenziali!

Non più persone con disabilità “confinate” nelle strutture residenziali!

In seguito a una serie di segnalazioni da parte di Enti Gestori, Associazioni e Famiglie, il Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale si è attivato, avviando un’interlocuzione diretta in particolare con la Regione Lombardia, ma anche con tutte le altre Regioni, per far sì che ogni eventuale situazione di confinamento di persone con disabilità nelle strutture residenziali non si protragga ulteriormente, al fine di tutelarne i diritti alla libertà personale eventualmente violati

Continuità dei servizi e lavoro: due emendamenti al “Decreto Rilancio”

Continuità dei servizi e lavoro: due emendamenti al “Decreto Rilancio”

«I servizi sociali, socioassistenziali e sociosanitari per le persone con disabilità e per chi è in difficoltà sono servizi pubblici essenziali, volti ad assicurare diritti costituzionalmente tutelati e quindi ne va garantita la continuità, evitando l’abbandono verificatosi nei mesi scorsi»: punta sostanzialmente a questo un emendamento al “Decreto Rilancio”, approvato nei giorni scorsi in Commissione Bilancio alla Camera, mentre un ulteriore emendamento, anch’esso approvato, intende garantire alle persone in situazione di maggiore fragilità di continuare a lavorare in sicurezza

Mascherine e persone con disabilità: non è ammessa l’ignoranza delle leggi

Mascherine e persone con disabilità: non è ammessa l’ignoranza delle leggi

Di fronte ai casi di negozi che rifiutano l’accesso a bimbi/e e ai ragazzi/e con disabilità, perché senza mascherina, è quanto meno necessario ricordare che secondo il Decreto del Presidente del Consiglio del 17 maggio scorso, «non sono soggette all’obbligo di mascherina le persone con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della stessa». Anziché scusarsi dopo, infatti, un esercizio pubblico dovrebbe informarsi prima delle deroghe stabilite dalle leggi, per «evitare un’ulteriore discriminazione», come sottolineato dall’ANFFAS di Modica

Legge sui caregiver: servono più coraggio e più risorse

Una caregiver familiare insieme al figlio con grave disabilità

Accelera la discussione al Senato sul Disegno di Legge “Disposizioni per il riconoscimento ed il sostegno del caregiver familiare”, depositato già da un anno. «E tuttavia – dichiara il presidente della FISH Falabella, ribadendo concetti già espressi da tale Federazione – in quel testo ci sono vari aspetti da chiarire e definire, per arrivare a una norma di rango primario che fissi in modo netto diritti, tutele e servizi per le tantissime persone che prestano un’assistenza continuativa e significativa ad un congiunto con grave disabilità. E servono anche maggiori risorse che ora non ci sono»

L’impatto sociale dell’amministrazione di sostegno

L’impatto sociale dell’amministrazione di sostegno

“Legami di prossimità” e “Sostieni il tuo vicino”, sono due progetti attuati dall’AIASS (Associazione Italiana Amministrazioni di Sostegno Solidali), voluti per rafforzare l’azione comune in favore delle persone fragili che necessitano di un sostegno nelle pratiche di vita quotidiana, tramite l’istituto dell’amministrazione di sostegno. I risultati ottenuti da tali iniziative, che ben presto hanno coinvolto un’ampia partnership fatta di soggetti pubblici e di Enti del Terzo Settore, verranno presentati il 16 luglio nel corso di una conferenza stampa a Pordenone

Indennità e tutele crescenti per i caregiver familiari

Una caregiver familiare, insieme a una persona con disabilità grave

«Non abbiamo solo bisogno di una legge, ma di una legge giusta. Per questo chiediamo che nell’àmbito dell’iter parlamentare che dovrà portare alla legge sui caregiver familiari, venga inserita anche un’indennità mensile diretta agli stessi caregiver familiari»: lo dichiarano dal Gruppo Caregiver Familiari Comma 255, nato recentemente dalla volontà di numerosi genitori e congiunti di persone con disabilità grave, allo scopo di dare piena attuazione al riconoscimento di tale figura giuridica, quella appunto del caregiver familiare

È l’ora di approvare il Piano per la Non Autosufficienza della Sicilia

È l’ora di approvare il Piano per la Non Autosufficienza della Sicilia

«Non si più perdere tempo e va dato rapidamente avvio al confronto con le organizzazioni più rappresentative delle persone con disabilità, per giungere alla redazione condivisa del Piano Triennale per la Non Autosufficienza della Regione Siciliana»: lo ha scritto il Forum del Terzo Settore Sicilia ad Antonio Scavone, assessore al Lavoro e alla Famiglia della propria Regione

Pensioni di invalidità: è quanto mai urgente una riforma complessiva del settore

Pensioni di invalidità: è quanto mai urgente una riforma complessiva del settore

«Apprezziamo che il Governo si dichiari pronto ad adeguare le pensioni di invalidità, quando uscirà in Gazzetta Ufficiale quella Sentenza della Consulta che ha ritenuto l’importo delle pensioni di invalidità civile totale “inadeguato a garantire i mezzi necessari per vivere”. Quella Sentenza, però, lascia irrisolte alcune questioni, rendendo non più rinviabile un riordino del settore»: lo dichiara Nazaro Pagano, presidente dell’ANMIC, riprendendo argomenti analoghi a quelli espressi anche dalla Federazione FISH, sulla necessità di una riforma complessiva di queste misure assistenziali

Progetto individuale: dai diritti ai servizi

Progetto individuale: dai diritti ai servizi

Quanto della normativa viene poi tradotto in servizi da parte del territorio, o almeno come le ASL del Lazio si stanno organizzando nell’ottica di un vero progetto individuale che abbracci la persona con disabilità e la sua famiglia (e nello specifico quella con disturbo dello spettro autistico), per cancellare il senso di abbandono troppo spesso percepito e denunciato? A questo cercheranno di rispondere il 4 luglio i diretti interessati, durante il seminario in rete “Progetto individuale: dai diritti ai servizi”, promosso dall’ANGSA Lazio (Associazione Nazionale Genitori Soggetti Autistici)

Chiediamo una Commissione d’Inchiesta Europea sulle strutture residenziali

«Da diversi Paesi si stanno accumulando evidenze che un’ampia percentuale di infezioni e decessi da coronavirus si è avuta nelle strutture residenziali per anziani e persone con disabilità. Quali aspetti di tali strutture le hanno rese così vulnerabili a questa pandemia?»: questa semplice domanda racchiude tutta la drammaticità di una situazione che sta via via svelando quanto accaduto nei mesi scorsi e che ha portato il Forum Europeo sulla Disabilità, l’Unione Europea dei Pubblici Servizi e AGE Platform a chiedere al Parlamento Europeo l’apertura di una Commissione d’Inchiesta indipendente

La disabilità, i diritti e la Convenzione ONU: il cammino dell’attuazione

Come immaginare i prossimi passi per proseguire il cammino dell’attuazione della Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità? A questa domanda tentano di rispondere Natascia Curto e Cecilia Marchisio nel volume “I diritti delle persone con disabilità. Percorsi di attuazione della Convenzione ONU”, a partire dall’esperienza del Centro Studi DiVi (Diritti e Vita Indipendente) dell’Università di Torino. La pubblicazione completa un’ideale trilogia avviata lo scorso anno da “Percorsi di vita e disabilità” e proseguita con “Diritto al lavoro e disabilità”

Tutta la libertà da restituire alle persone con disabilità

«Occorre un grande investimento infrastrutturale per la libertà che va restituita alle persone con disabilità, libertà di movimento, di partecipazione civile e politica, di lavoro, di vita indipendente»: lo hanno dichiarato Filomena Gallo e Rocco Berardo, esponenti dell’Associazione Luca Coscioni, durante l’incontro online “No barriere. In ogni senso”, organizzato dall’Associazione stessa, che ha consentito un utile confronto tra molte persone impegnate per i diritti delle persone con disabilità, grazie anche all’intervento di alcuni esponenti istituzionali

Il “Bonus Caregiver Familiari” darebbe dignità a persone che vivono nell’ombra

«Il “Bonus Caregiver Familiari” sarebbe un segno tangibile per uscire dall’indifferenza e dal dimenticatoio in cui da sempre vivono i caregiver familiari, un indennizzo all’aggravio del lavoro di cura svolto in questi quattro mesi di emergenza in cui sono stati chiusi tutti i servizi alla persona con disabilità, un modo per dare dignità a persone che da sempre vivono nell’ombra»: lo ha scritto in una lettera al ministro dell’Economia e delle Finanze Gualtieri il Gruppo Caregiver Familiari Comma 255, nato per volontà di numerosi genitori e congiunti di persone con disabilità grave

Per una formazione sempre più accurata dei disability manager

«L’acquisizione di competenze scientifiche e tecniche nell’àmbito medico, giuridico, educativo, manageriale e umanistico, per formare professionisti impiegati nel campo della disabilità»: è questo l’obiettivo fondamentale del Master di Primo Livello in “Disabilità e inclusione sociale – Disability manager e vita indipendente”, attivato dall’Università del Piemonte Orientale, in collaborazione con l’Azienda Sanitaria Ospedaliera Santi Antonio e Biagio e Cesare Arrigo di Alessandria e con la SIDIMA (Società Italiana Disability Manager), che si terrà dal settembre prossimo al novembre del 2021

Siamo persone con disabilità allo stremo, insieme ai loro familiari

“La sofferenza e la disattenzione”: parla da sé il nome scelto per l’iniziativa di oggi, 29 giugno, promossa da varie Associazioni aderenti alla FISH Vicenza (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap), consistente in un flash mob nella città berica e all’interno di esso in una conferenza stampa, ove esporre le proprie ragioni. «Siamo persone con disabilità e familiari di persone con disabilità allo stremo – si legge nella presentazione dell’iniziativa – e chiediamo il potenziamento degli interventi di sostegno e sollievo e di tutti i servizi socio sanitari, domiciliari e diurni»

Lavoratori con disabilità: un chiarimento atteso per più di tre mesi

A distanza di oltre tre mesi dall’entrata in vigore del cosiddetto Decreto “Cura Italia”, l’INPS ha finalmente provveduto ad emanare un’indicazione operativa che chiarisce i contorni applicativi di quell’articolo del Decreto stesso che consente ai lavoratori con disabilità di equiparare a degenza ospedaliera l’intero periodo di assenza dal servizio. Al Messaggio dell’Istituto il Servizio HandyLex.org dedica un’ampia analisi, riassumendo l’iter e il percorso che il lavoratore deve seguire per avvalersi di quel diritto, ma sottolineando anche alcuni coni d’ombra che tuttora permangono

Il lungo percorso di quella Sentenza della Consulta sulle pensioni di invalidità

«Un passaggio epocale che ha riconosciuto la legittimità delle nostre argomentazioni e l’incostituzionalità di un importo largamente al di sotto del minimo vitale»: così Vincenzo Bozza, presidente dell’UTIM di Torino, commenta la Sentenza con cui la Corte Costituzionale ha ritenuto «inadeguato a garantire i mezzi necessari per vivere» l’attuale importo delle pensioni di invalidità civile totale. Proprio l’UTIM, infatti, ha sostenuto sin dall’inizio il tutore della persona con grave disabilità che con la sua azione aveva dato il via al lungo iter, conclusosi con l’attuale pronunciamento

Minori con disabilità e Centri Estivi: non un giorno di meno, non un euro in più!

La denuncia arriva dal Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA: per la partecipazione dei minori con disabilità ai Centri Estivi si chiede alle loro famiglie di pagare rette più elevate o di ridurre la frequenza a periodi limitati. Di fronte quindi a tali comportamenti discriminatori e illegittimi, dalla LEDHA si dichiara: «Ai minori con disabilità, che sono tra i soggetti più provati dal lungo periodo di lockdown e dalla chiusura delle scuole, va garantito il diritto a una piena partecipazione ai Centri Estivi: non un giorno di meno, non un euro in più!»

Bene la Consulta, ma ora serve una riforma complessiva

«Bene la Sentenza della Corte Costituzionale secondo cui l’attuale importo delle pensioni di invalidità civile totale è “inadeguato per vivere” e tuttavia essa pone un problema politico urgente, non solo perché non considera le persone cieche e sorde e gli invalidi parziali, ma anche per gli effetti distorsivi che potrebbe causare, se non incardinata in una più complessiva riforma di queste misure assistenziali e di altre a sostegno della vita indipendente e di percorsi di autonomia»: così la Federazione FISH commenta il pronunciamento della Consulta sulle pensioni di invalidità civile totale