Diritti

Tutti i diritti umani devono essere tutelati, senza discriminazione alcuna!

Tutti i diritti umani devono essere tutelati, senza discriminazione alcuna!

«La crisi legata al coronavirus non può essere risolta solo con misure di emergenza e di sanità pubblica; anche tutti gli altri diritti umani devono essere affrontati! Tutti, infatti, senza eccezioni, hanno il diritto a interventi salvavita e la scarsità di risorse o l’uso di regimi assicurativi pubblici o privati non deve mai essere una giustificazione per discriminare determinati gruppi di pazienti, a partire dalle persone con disabilità»: lo scrivono in un importante comunicato i più qualificati esperti sui diritti umani delle Nazioni Unite

Decreto “Cura Italia” e lavoro: l’INPS chiarisce ben poco, anzi smentisce

Decreto “Cura Italia” e lavoro: l’INPS chiarisce ben poco, anzi smentisce

Incertezze e soprattutto l’assenza di istruzioni operative vengono rilevate dal Servizio HandyLex.org a proposito del Messaggio diffuso in questi giorni dall’INPS, relativo ai permessi lavorativi fissati dalla Legge 104/92, di cui si occupa il cosiddetto Decreto “Cura Italia”, prodotto dal Governo. L’Istituto, anzi, smentisce sostanzialmente l’Ufficio per le Politiche in favore delle Persone con Disabilità, che fino ad oggi affermava che l’estensione dei dodici giorni di permesso mensili riguardasse anche i lavoratori con disabilità

Chiediamo il rinvio del nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza

Chiediamo il rinvio del nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza

«In un contesto contrassegnato da crescenti difficoltà materiali, da incertezze e ansie legate all’epidemia di coronavirus, chiedere a persone con disabilità e a nuclei familiari, già fortemente sotto pressione, di occuparsi di una presentazione della domanda, pare una richiesta in questo momento non opportuna»: lo hanno scritto la Federazione LEDHA e altre dodici organizzazioni della Lombardia, in una lettera inviata all’Assessorato Regionale competente, chiedendo il rinvio del nuovo Piano Regionale per la Non Autosufficienza, sino alla fine dell’emergenza coronavirus

Puglia: noi restiamo a casa (ma dovete renderlo possibile!)

Puglia: noi restiamo a casa (ma dovete renderlo possibile!)

«Chiediamo alla Regione Puglia di mettere in campo le risorse utili a garantire l’assistenza necessaria per i cittadini con disabilità e le loro famiglie, con priorità dei gravissimi e dei gravi, attivando l’adeguata organizzazione rivolta a non far mancare servizi essenziali e a preservare l’incolumità dei soggetti più fragili e dei loro caregiver»: lo scrivono ai rappresentanti istituzionali della propria Regione le componenti pugliesi di ANFFAS, ENIL, FISH e la Rete A.Ma.Re, che concludono così: «Faremo responsabilmente le nostra parte e resteremo a casa, ma dovete renderlo possibile!»

Il Garante delle persone private della libertà personale e la disabilità

Una struttura residenziale per persone con disabilità

Si occupa anche delle strutture residenziali e semiresidenziali per persone con disabilità, il Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, nella nota di commento ai Decreti Legge approvati in questi giorni dal Governo, riguardanti l’’emergenza legata al coronavirus. In particolare l’auspicio del Garante è che tutte le Regioni e i Comuni attivino le Unità Speciali, atte a garantire le prestazioni sanitarie e sociosanitarie a domicilio, e lo facciano collaborando con le Associazioni delle persone con disabilità e delle loro famiglie

Rendere subito operative le disposizioni del Decreto “Cura Italia”

Rendere subito operative le disposizioni del Decreto “Cura Italia”

Dopo avere espresso ieri, anche sul nostro giornale, il loro generale apprezzamento per il cosiddetto Decreto Legge “Cura Italia” approvato dal Consiglio dei Ministri, le organizzazioni FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap) e FAND (Federazione tra le Associazioni Nazionali delle Persone con Disabilità) ribadiscono altresì «la necessità di rendere immediatamente operative quelle disposizioni e in particolare quelle che riguardano le persone con disabilità e le loro famiglie»

Il Decreto “Cura Italia” e la disabilità

Il Decreto “Cura Italia” e la disabilità

Permessi lavorativi e altre norme a favore dei lavoratori con disabilità, congedi parentali per i genitori, diritto al “lavoro agile”, chiusura dei centri diurni e prestazioni domiciliari: sono i temi affrontati dal Servizio HandyLex.org, nel proporre, in tempo reale, un’ampia analisi di cui suggeriamo caldamente la lettura, relativa ad alcune parti del Decreto Legge già noto come “Cura Italia”, approvato ieri, 16 marzo, dal Consiglio dei Ministri e che contiene ulteriori misure straordinarie di sostegno all’economia e alle famiglie, connesse all’emergenza sanitaria legata al coronavirus

Campania: dopo i nostri appelli, la Regione chiude i servizi diurni

Campania: dopo i nostri appelli, la Regione chiude i servizi diurni

«I nostri appelli per un’attenzione adeguata alle persone con disabilità sono rimasti finora inascoltati. Torniamo quindi ad appellarci al Presidente della Regione De Luca, ribadendo l’urgenza di sospendere tutti i servizi diurni e di garantire un supporto a domicilio, tramite i Comuni e gli Ambiti Sociali»: lo aveva scritto dichiara Daniele Romano, presidente della FISH Campania, poco prima che arrivasse dalla Regione il Decreto che effettivamente ha stabilito la chiusura dei servizi diurni

Di fronte alla mancata accessibilità non c’è “insufficienza di fondi” che tenga

Di fronte alla mancata accessibilità non c’è “insufficienza di fondi” che tenga

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione, con una Sentenza che ha posto fine alla lunga vicenda giudiziaria riguardante una donna con disabilità motoria, già Consigliera Comunale a San Paolo di Jesi (Ancona), alla quale le barriere avevano impedito di accedere alledificio sede del proprio Municipio. La Suprema Corte, infatti, ha rigettato il ricorso del Comune contro la precedente Sentenza della Corte d’Appello di Ancona, che aveva riconosciuto alla donna, affiancata in tutta la propria azione dall’Associazione Luca Coscioni, un risarcimento danni di 15.000 euro

Puglia: accettate le modifiche al Disegno di Legge sulla vita indipendente

In una nota inviata alle componenti regionali pugliesi delle organizzazioni ENIL, FISH e ANFFAS e A.Ma.Re, l’Assessorato Regionale al Welfare della Puglia ha informato che verranno presentate come emendamenti le proposte di modifica provenienti qualche settimana fa da quelle stesse organizzazioni, rispetto al testo del Disegno di Legge Regionale riguardante la vita indipendente delle persone con disabilità

Positivo passo in avanti per il sostegno alle famiglie con disabilità del Lazio

«Questo provvedimento garantirà continuità assistenziale a tante persone con disabilità complessa che rischiavano di essere private di un sostegno indispensabile alle loro esigenze. Esortiamo perciò gli Enti Locali ad un intervento immediato nella stessa direzione»: così Daniele Stavolo, presidente della Federazione FISH Lazio, commenta lo stanziamento di fondi aggiuntivi, deciso dalla Regione Lazio, per gli interventi in favore delle persone con disabilità gravissima, ciò che consentirà a numerose famiglie finora escluse dal contributo, per mancanza di fondi, di ricevere il contributo stesso

Il Disegno di Legge sui caregiver: le modifiche chieste da FISH e FAND

È ripartita al Senato la discussione sul Disegno di Legge di riconoscimento e sostegno ai caregiver familiari, che giorno dopo giorno si prendono cura di persone care in condizioni di non autosufficienza, assicurando loro una vita dignitosa. «E tuttavia – dichiarano le Federazioni FISH e FAND – molti sono i dubbi e le perplessità espressi sia dalle nostre che da altre organizzazioni, poiché in quel testo vi sono lacune, aspetti da correggere, elementi da enfatizzare e rafforzare». Per questo, le Federazioni stesse hanno depositato un’ampia Memoria al Senato, con le proprie proposte di modifica

Un patto tra Servizi e Associazionismo, per diritti sociali realmente esigibili

«L’Associazionismo – scrive Fausto Giancaterina – è da sempre impegnato nel promuovere ed esigere – molto spesso con lodevole successo – leggi e decisioni politico-amministrative per il riconoscimento dei diritti delle persone con disabilità. Ma questo lodevole impegno non basta più: occorre attrezzarsi per analizzare con intelligenza e capire perché, alla fine, quelle leggi e disposizioni amministrative stentino a concretizzare effettivamente l’esigibilità di quei diritti. Per questo, dunque, occorre un nuovo patto tra Associazionismo e operatori dei Pubblici Servizi»

Nessuna soluzione in vista per le 791 famiglie romane escluse dal contributo

La Regione Lazio sta lavorando, ma fino al prossimo anno non potrà risolvere il problema, il Comune di Roma, invece, oltre ad attribuire la responsabilità alla Regione stessa, dichiara di non avere fondi, ma che «se anche li avesse, avrebbe altre priorità». 791 famiglie del Comune di Roma rimangono quindi escluse dal fondo per disabilità gravissima, come denuncia l’Associazione Viva la Vita, e molti malati ad esempio di SLA saranno costretti a licenziare la badante. La protesta sale, anche sui social, e le persone con disabilità gravissima sono pronte a scendere in piazza

Le disabilità in movimento: rinviato il convegno di Roma

Era il 3 marzo 2009, quando la Legge 18/09 ratificò la Convenzione ONU sui Diritti delle Persone con Disabilità, rendendo quest’ultima una Legge dello Stato Italiano. Undici anni dopo, la Federazione FISH Lazio, facendo riferimento a quella data, aveva organizzato per il 4 marzo a Roma il convegno intitolato “Le disabilità in movimento. Le politiche di inclusione nella Regione Lazio”, rinviato però a data da destinarsi, a causa delle misure di prevenzione sanitaria intraprese per fronteggiare il contagio del coronavirus

Domiciliari “speciali” alle madri di figli con disabilità e con più di 10 anni

Tramite una recente Sentenza, la Corte Costituzionale ha sancito l’illegittimità di quella norma dell’Ordinamento Penitenziario che impedisce alle madri detenute di accedere alla “detenzione domiciliare speciale”, quando il figlio o la figlia con grave disabilità abbia superato il decimo anno di età. D’ora in poi, quindi, quelle detenute potranno avvalersi di tale diritto, anche qualora i figli abbiano più di 10 anni, ferma restando la valutazione del Giudice, non in merito alla disabilità dei figli stessi, quanto rispetto alla mancanza di un pericolo per la sicurezza pubblica

È “discriminazione collettiva” allestire una mostra non accessibile

«Non garantire a ogni cittadino la possibilità di accesso e fruizione del patrimonio culturale e ritenere che “il bello e la cultura” siano limitati ad alcuni soggetti, escludendo le persone con disabilità motoria, costituisce una grave discriminazione»: lo hanno scritto i legali del Centro Antidiscriminazione Franco Bomprezzi della Federazione lombarda LEDHA, in una diffida inviata al Comune di Monza, per chiedere all’Ente Locale di garantire la fruibilità della mostra dedicata al celebre fotografo americano Steve McCurry

Perché va cambiato quel provvedimento, che farà tornare ai vecchi istituti

Viene rilanciata ancora una volta la battaglia che varie organizzazioni delle Marche stanno da tempo conducendo, a fianco del Gruppo Solidarietà, contro quella proposta della Giunta Regionale, della quale è imminente l’approvazione definitiva, riguardante i nuovi requisiti di funzionamento dei servizi sociosanitari, diurni e residenziali. Una proposta che di fatto e a buona ragione viene fatta coincidere come un inaccettabile ritorno al modello dei vecchi istituti e che oltre 1.100 persone hanno chiesto di cambiare, sottoscrivendo un appello/petizione promosso nel web

Un nuovo cerchio dell’Inferno di Dante, riservato ai caregiver familiari

Non è infatti per nulla casuale il nome scelto per il Gruppo Facebook “X Cerchio Caregivers: gli Esclusi”, poiché è un’iniziativa nata «per sostenere e rintracciare tutte le persone rimaste fuori dal contributo economico “Assegno di cura/Caregiver” del Comune di Roma e per fare in modo che non ci siano più ultimi tra gli ultimi!». Anche il nostro giornale si è già ampiamente occupato della situazione cui si fa riferimento, quella riguardante cioè ben 800 famiglie romane che hanno nel proprio nucleo una persona con disabilità gravissima e che sono state escluse dal contributo citato