Studio

I dati del Ministero sugli alunni e le alunne con disabilità

I dati del Ministero sugli alunni e le alunne con disabilità

Erano 254.366, nell’Anno Scolastico 2016-2017, gli alunni e le alunne con disabilità che frequentavano le scuole italiane di ogni ordine e grado, un numero equivalente al 2,9% del totale della popolazione studentesca, con una crescita dell’8,3% rispetto all’anno precedente. Tra di loro, inoltre, uno su due si era iscritto a un istituto professionale: questo e altro è quanto emerge da una pubblicazione prodotta in questi giorni dal Ministero dell’Inclusione, Università e Ricerca

Piani Educativi Individualizzati che ledono i diritti degli alunni con disabilità

Piani Educativi Individualizzati che ledono i diritti degli alunni con disabilità

«Abbiamo inviato una Diffida al Presidente della Regione Lazio e all’Assessore alla Salute della stessa, oltre ad informare il Garante Regionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, per far sì che cessi la condotta illegittima e discriminatoria perpetrata in danno degli alunni con disabilità e delle loro famiglie»: lo dichiarano dalla Federazione FIRST, denunciando il fatto che nel Lazio, in palese violazione delle norme, il Piano Educativo Individualizzato (PEI) degli alunni con disabilità viene redatto senza il contributo di specialisti e famiglie

La “Buona Scuola” e quei Decreti della discordia

La “Buona Scuola” e quei Decreti della discordia

Promossa dalla Fondazione Besso e dall’AIPD (Associazione Italiana Persone Down), la nuova presentazione in programma per domani, 16 maggio, a Roma del libro di Salvatore Nocera e Nicola Tagliani “La normativa inclusiva nella «Buona scuola». I decreti della discordia”, consentirà di conoscere ancor meglio questo strumento quanto mai utile per coloro che operano nel mondo della scuola, ma anche per i genitori e per gli operatori del Terzo Settore e del Diritto

Alunni con disabilità sensoriale: un buon risultato ottenuto in Lombardia

Un ragazzo cieco alle prese con un mappamondo

«Questo provvedimento rappresenta un grande risultato per tutti gli alunni con disabilità visiva residenti in Lombardia, in quanto costituisce un ulteriore passo verso un sistema di servizi di supporto all’inclusione scolastica che sia realmente di qualità e che tenga conto, prima di ogni altra esigenza, di quelle di ogni singolo alunno»: così l’UICI Lombardia (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) commenta una Delibera recentemente approvata dalla Giunta della propria Regione, in materia di servizi di supporto all’inclusione scolastica rivolti agli alunni con disabilità sensoriale

Le lauree e i percorsi abilitanti degli studenti con disabilità

Le lauree e i percorsi abilitanti degli studenti con disabilità

«Come devono comportarsi le Università quando studenti con disabilità si iscrivono a corsi di studio che aprono la strada a percorsi professionali che paiono incompatibili con la loro condizione fisica o psichica?»: su questo e altri quesiti estremamente complessi e delicati, si ragionerà durante un convegno che si terrà in luglio a Milano, a cura del CALD (Coordinamento Atenei Lombardi per la Disabilità) e del CNUDD (Conferenza Nazionale Universitaria dei Delegati per la Disabilità), e per il quale anche il mondo delle Associazioni potrà fornire un proprio contributo, fino al 21 maggio

Non la minima, ma la massima tutela per gli alunni con disabilità

Non la minima, ma la massima tutela per gli alunni con disabilità

Così ha deciso nei giorni scorsi il Tribunale Civile di Roma, accogliendo integralmente il ricorso dei genitori di un bimbo con grave disabilità, i quali avevano chiesto a una scuola di Roma la possibilità che i docenti di sostegno assegnati al figlio per diciotto ore settimanali svolgessero il loro lavoro a domicilio. Sulla scorta però di una Circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, la scuola aveva previsto solo sei-sette ore settimanali, garantendo così al bimbo una tutela minima

Quel che dovrebbe essere, sempre, l’inclusione scolastica

Il cartellone con gli "Incarichi di emergenza" per Noah, in caso di crisi di epilessia

Quanto accade in una scuola elementare di Riccione (Rimini), dove un cartellone appeso in classe assegna agli alunni alcuni incarichi specifici, nel caso di una crisi da parte di un compagno con epilessia, è qualcosa di più di una bella storia di inclusione scolastica. «È piuttosto un bell’esempio – scrive Simona Lancioni – di come l’inclusione scolastica dovrebbe essere, sempre. Infatti, come si fa a parlare di inclusione degli alunni e delle alunne con disabilità quando la classe non è coinvolta?»

Scuole elementari e medie inferiori: la fotografia degli alunni con disabilità

Scuole elementari e medie inferiori: la fotografia degli alunni con disabilità

3.000 alunni e 6.000 insegnanti di sostegno in più rispetto all’anno precedente: è quanto emerge dal rapporto ISTAT “L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado – Anno Scolastico 2016-2017”, insieme a molti altri elementi di particolare interesse, riguardanti l’autonomia e la mobilità di quegli alunni, le persistenti difficoltà a partecipare alle gite d’istruzione, l’uso ancora scarso della tecnologia, il mancato abbattimento delle barriere e lo “zoccolo duro” di famiglie che ricorrono ai Tribunali per ottenere l’aumento delle ore di sostegno

Troppe due prove di lingua straniera nello stesso giorno

Troppe due prove di lingua straniera nello stesso giorno

Con l’applicazione del Decreto Legislativo 62/17, da quest’anno gli esami dell’ex terza media cambieranno, prevedendo nella stessa giornata, in un’unica prova scritta, l’esame delle due lingue straniere previste dal programma. Per questo il presidente dell’AIPD Paolo Virgilio Grillo ha scritto al Ministro dell’Istruzione, sottolineando le gravi difficoltà che ciò creerebbe agli alunni con disabilità intellettive o con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento) e chiedendo una modifica, «per garantire la serenità di tutti gli alunni ed evitare il rischio di eventuale contenzioso»

Le norme, il buon senso e la riammissione di un ragazzo a scuola

Quella norma che prevede non più di venti studenti in una prima classe ove vi siano alunni con disabilità è volta ovviamente a favorire l’inclusione scolastica delle persone con disabilità e non certo a limitarla. Per questo il TAR della Toscana ha dato ragione a un ragazzo con autismo cui due istituti scolastici di Empoli (Firenze) avevano negato l’iscrizione alla prima superiore, applicando rigidamente la norma stessa, ma con scarso buon senso, proprio per il fatto che la classe corrispondente all’indirizzo di studio legittimamente scelto dal giovane aveva più di venti studenti

Tre sollevatori, per garantire a tutti il diritto allo studio

«Per alcune persone con disabilità il sollevatore è un ausilio fondamentale, per il trasferimento in bagno, che garantisce a tutti le stesse possibilità, mettendo i ragazzi nella condizione di frequentare il normale orario scolastico. Per questo è nato il nostro Progetto “Tutti a scuola”»: a dirlo è Gianfranco Bastianello, coordinatore della UILDM di Venezia (Unione italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), Associazione che tramite varie iniziative di sensibilizzazione, ha raccolto i fondi utili ad acquistare tre sollevatori, messi poi a disposizione delle scuole del proprio territorio

Bel documento di storia e di lotta per l’inclusione, “La classe degli asini”!

È certamente stata un’ottima scelta, quella dell’ANFFAS di Varese e della Fondazione Renato Piatti, di far seguire la conferenza stampa degli eventi promossi per l’“ANFFAS Open Day” del 28 marzo, dalla proiezione del film TV “La classe degli asini”, liberamente ispirato alla vicenda di Mirella Antonione Casale, insegnante e “mamma ANFFAS” di una bimba con disabilità, che negli Anni Sessanta lottò strenuamente per il riconoscimento del diritto ai ragazzi con disabilità di frequentare insieme agli altri bambini la scuola dell’obbligo

Una vera inclusione non può che partire dalla scuola

«Se il 21 marzo di ogni anno il mondo celebra la Giornata sulla Sindrome di Down, è perché il lavoro da fare è ancora tanto ed è la scuola il luogo da cui ripartire per costruire una società realmente inclusiva»: a dirlo è Antonella Falugiani, presidente del CoorDown, il Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down, che ha lanciato la sua nuova campagna di comunicazione internazionale, basata sul video di Lea, bimba con sindrome di Down al primo giorno di scuola, che ha però le idee già chiare sul fatto di voler percorrere la stessa strada dei propri coetanei

Basta con le scuole che ignorano la normativa sull’inclusione!

Un genitore che paghi la stessa quota della figlia, un supplemento di spesa per avere un bagno accessibile e anche un’insegnante di sostegno che però non conosce la lingua del Paese di destinazione e che alloggerà in un altro albergo: lascia a dir poco basiti quanto richiesto da una scuola delle Marche a una studentessa con disabilità, per poter partecipare a un viaggio di istruzione insieme alle compagne. «Una vicenda – commenta Salvatore Nocera – che dimostra come ancora molte scuole ignorino bellamente la normativa. Se necessario, però, quel viaggio si può anche far bloccare»

Lea, bimba con sindrome di Down, comincerà la scuola con tutti gli altri

La nuova campagna di comunicazione internazionale lanciata dal CoorDown (Coordinamento Nazionale Associazioni delle Persone con Sindrome di Down), in vista dell’ormai prossima tredicesima Giornata Mondiale sulla sindrome di Down, sarà centrata sul video della piccola Lea, bimba con sindrome di Down che ha le idee chiare sul fatto di voler percorrere la stessa strada dei propri coetanei. L’obiettivo dell’iniziativa è segnatamente quello di sostenere la piena inclusione nella vita, a partire dalla scuola, favorendo un profondo cambiamento culturale nei confronti delle persone con disabilità

Le problematiche educative e formative dell’alunno con disabilità visiva

Individuare gli strumenti più adatti e le modalità più idonee al compimento del percorso scolastico di un alunno con disabilità visiva, vedendolo sempre come una persona con le proprie aspirazioni, le proprie abilità da recuperare e valorizzare, una propria vita sociale e le proprie relazioni interpersonali da supportare nel processo di inclusione: sarà questo il fondamentale concetto di base da cui partiranno i lavori di un importante convegno organizzato per il 2 marzo a Varese dall’UICI Lombardia

Alla prima campanella, tutti i docenti in classe!

«Chiediamo a tutti i candidati delle elezioni che avverranno in Italia il prossimo 4 marzo, di impegnarsi affinché sia approvato quanto prima un nuovo regolamento/legge che definisca gli organici delle classi inderogabilmente entro il 31 luglio di ogni anno»: è precisa e punta a garantire una frequenza regolare a tutti gli alunni e studenti, con e senza disabilità, la petizione denominata “Alla prima campanella, TUTTI IN CLASSE!”, lanciata nel web da AGOR (Centro di Educazione alla Riabilitazione – Associazione Genitori ONLUS) e alla quale tutti possono aderire

Inclusione scolastica e disabilità visiva: filo diretto con famiglie e operatori

Dopo l’emanazione da parte della Regione Lombardia delle Linee Guida in materia di servizi di supporto all’inclusione scolastica rivolti agli alunni con disabilità, provvedimento visto con molto favore dall’UICI Lombardia, quest’ultima si è impegnata in un’azione continua di confronto, sia con la stessa Regione che con le famiglie e gli operatori. Ora sta proponendo una serie di incontri nelle varie Province, rivolti proprio alle famiglie e agli operatori, per dar loro la possibilità di essere aggiornati e di avere ogni necessario chiarimento sulle novità apportate da quelle Linee Guida

Azioni che puntano a una formazione tiflologica di qualità

Un corso di aggiornamento e uno di formazione, che d’ora in poi si ripeteranno ogni anno, sono stati promossi dall’IRIFOR, l’Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione dell’UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), per fornire le necessarie competenze tiflologiche, in àmbito di disabilità visiva, agli operatori della scuola, agli educatori, agli assistenti alla comunicazione, e anche alle realtà locali della stessa UICI